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Dom 20 Mag 2012
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La città Leggende e curiosità
 
Leggende
 
La leggenda dei Promessi Sposi della Gioiosa
 

Il Barone Altobello di Chiaravalle, spietato ed arrogante, rapì la dolce Matilde, promessa sposa al conte Geraldino di Castel dell'Aquila, piccolo borgo al nord di Amelia. Altobello voleva per sé la bellissima fanciulla "dagli occhi neri e dai capelli lucenti" che, rinchiusa in una fredda sala del castello, la faceva sorvegliare da una vecchia mezzana al suo servizio da molti anni. Lo schema dell'intrigo si complica con l'intervento dell'abate Eusebio, al quale Altobello elargiva elemosine e favori. L'autorevole monaco era stato sollecitato da Geraldino, nella speranza di riavere così Matilde, ma l'abate non riuscì nell'intento. Il giovane riesce ad entrare nel castello ed eludendo la sorveglianza si avvicina alla fanciulla: Altobello li sorprende, ed in un terribile duello, Matilde, per ironia del destino, viene uccisa; un incendio subito dopo distrugge il Castello e la vicina Abbazia di Eusebio.

A cura di Igea Frezza Federici

 
 
Nel paese del c'era una volta...
 

Due contadini, moglie e marito, Firmina e Vicenzo, vivevano in campagna, in una piccola casa, una cucina e al secondo piano la camera da letto: Una notte Vincenzo si svegliò e non trovò vicino a sé la moglie; scese in cucina ed una gatta lo aggredì, il poverino prese un bastone e picchiò la gatta. Tornò a letto preoccupato per l'assenza della moglie. La mattina dopo. Fermina era al suo posto, nel letto e ben coperta. Vincenzo chiese dove fosse stata durante la notte ; la donna mostrò sul suo corpo i segni delle percosse e confessò di essere una strega, per questo spesso assumeva le sembianze di una gatta. Da quel giorno la donna si allontanò dalla casa poiché una strega non poteva, una volta scoperta, rimanere in famiglia.

A cura di Igea Frezza Federici

 
 
La culata del diavolo
 

La leggenda popolare recita che gli angeli ribelli vengono cacciati sul ciglione e sulla cresta delle rupi di Alfime. Queste rupi di squarciano e si distaccano davanti alle città di Orvieto e aprono una profonda voragine, dove Lucifero, battendo il fianco fortemente, fu respinto e folgorato dall'Onnipotente. Così la gigantesca rupe rappresenta la forza di Dio davanti al luogo dove si infranse la superbia di Satana. Le contrade suburbane portano i seguenti motti: "culata del diavolo", "cacciata", "corno", "botto".

Notizie reperite da Luigi Fumi

 
 
Il leggendario assedio di Federico Barbarossa.
 

La leggenda vuole che Federico Barbarossa, irritato contro le città umbre che lo avevano sconfitto, strinse d’assedio la città di Amelia che si arrese dopo dodici giorni di tenace difesa; in realtà si deve ritenere che l’evento documentato non sia riferito al XII sec., ma piuttosto al 1240 ed il protagonista fosse Federico II.
La narrazione, comunque, ispirò nel 1880 Domenico Bruschi il quale fu l’autore del bellissimo sipario raffigurante il leggendario assedio di Amelia da parte di Federico Barbarossa. Quest’ultimo risulta essere protagonista anche un'altra vicenda in terra amerina: un’altra leggenda, infatti, narra che Federico Barbarossa si fermò nei pressi di Macchie, arrestando qui il suo cammino verso Roma, colpita dalla peste.


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